Il mobile Boulle può essere considerato il mobile intarsiato per eccellenza.
Lo stile prende il nome dall’ebanista francese André-Charles Boulle, attivo a Parigi dalla fine del 1600.
Egli elabora mobili rivestendoli di intarsi nei quali i legni vengono sostituiti da materiali diversi, principalmente ottone e tartaruga, ma anche rame, peltro e argento.
La tecnica è quella comunemente detta foro-controforo: lamine di ottone vengono sovrapposte a lamine di tartaruga, opportunamente trattata.
Viene eseguito il taglio a traforo seguendo il contorno di elaborati disegni.
Dal lavoro ottenuto si ottengono delle sagome e controsagome (foro e controforo) che sistemate in modo appropriato danno luogo a due tarsie, una (positivo)
nella quale il fondo è rappresentato dalla tartaruga e il disegno dall’ottone e l’altra al contrario (negativo).
In seguito l’ottone e talvolta anche la tartaruga vengono arricchiti con disegni ottenuti mediante la “bulinatura”.
Il mobile viene infine esaltato con l’applicazione di bronzi dorati e finemente cesellati.
Il maggior committente di Boulle era la casa reale Luigi XIV.
Per il Re e la nobiltà francese produce armadi, scrivanie e credenze.
Alla sua morte l’attività viene gestita dai figli e lo “stile Boulle” si diffonde ormai in tutta la Francia e nel secolo successivo, soprattutto nel periodo NapoleoneIII, in Italia e Inghilterra.
A tutt’ora esistono, soprattutto nell’Italia del nord laboratori specializzati per la
produzione del mobile in stile Boulle.
