Memorie di via dei Velluti: l’anima artigiana dell’Oltrarno
Un racconto di vita vissuta tra le botteghe storiche di Firenze.
I volti e le storie della via
- Il maestro Cipriani: un restauratore molto apprezzato con il quale sono rimasto per circa dieci anni. È stato il mio grande mentore.
- Beppe: il suo laboratorio era di fianco alla mia bottega. Era un restauratore di mobili e anche un ottimo cuoco; era lui l’addetto ai fornelli quando si preparavano i pranzi collettivi.
- Andrea: oggi ottantenne, aiutava lo zio restauratore. Ancora oggi, a volte, viene la mattina a divertirsi con piccoli lavori da artista naïf.
- Luigi: intagliatore e doratore che ha lavorato di fronte a me fino all’età di 88 anni. Un vero esempio di cosa significhi essere vivi nello spirito.
- Enrico: restauratore di libri antichi e discendente di una famiglia di artigiani con almeno 180 anni di storia. Ha smesso da poco, all’età di oltre ottant’anni.
- Gli altri compagni: il fabbro Sciabolino, Aldo il liutaio ed Elio, un altro intagliatore.
Il mutamento della strada
Alcune di queste botteghe sono state trasformate in abitazioni, altre sono diventate uffici o magazzini. La strada non è più animata come un tempo; spesso è silenziosa e, quando piove, specialmente in autunno, l’atmosfera si fa veramente triste.
Io mi consolo con la soddisfazione di incontrare le persone che vengono a frequentare i miei corsi, dall’Italia e dall’estero. Questo incontro continuo dà un profondo senso di vita alle mie giornate di artigiano.